Articoli sull'asparago di bassano

La Nasa apre la stagione degli asparagi di Bassano


PRODOTTI TIPICI. Il 19, fra curiosità spaziali ed enogastronomia

Goldstein, il papà della sonda Phoenix in missione su Marte, inaugurerà, a palazzo Sturm, la rassegna dedicata al turione


Sarà speciale l'inaugurazione della stagione degli asparagi, che da molti anni, ventinove per la precisione, coincide con l'appuntamento di "A Tavola con l'asparago bianco di Bassano", la regina delle rassegne enogastronomiche promosse dal Gruppo ristoratori di Bassano. In occasione della cerimonia a palazzo Sturm, il giorno di San Giuseppe, parteciperà uno dei massimi esperti di navigazione interplanetaria: Barry Goldstein, il "papà" della sonda "Phoenix", costruita dal Jet propulsion laboratory di Pasadena e spedita dalla Nasa a "vedere" come stiano le cose sul quarto pianeta del sistema solare.
I risultati dell'esperimento, nel giugno scorso, riempirono di entusiasmo i ricercatori e gli appassionati di scoperte scientifiche di tutto il mondo (e i coltivatori di asparagi): l'acqua, finora "vista" solo indirettamente - attraverso l'analisi dello spettro elettromagnetico -, al polo nord di Marte c'è davvero, in quantità macroscopiche. Basta scavare un poco e si scopre che il terreno è impregnato di ghiaccio acqueo, come hanno testimoniato le foto che la piccola piattaforma di esplorazione, costata 250 milioni di dollari (una delle missioni più economiche finora realizzate), ha diligentemente spedito a Terra.


Quando poi il prof. Samuel Kounaves, direttore del dipartimento di Chimica della Tufts University, titolare di uno degli esperimenti portati da Phoenix su Marte per lo studio della composizione del terreno, ha affermato che «quello di Marte è il tipo di suolo che si potrebbe trovare nel vostro giardino, ricco di sostanze alcaline, dove potrebbero crescere gli asparagi», i coltivatori bassanesi non hanno resistito.
Hanno rivolto all'Agenzia Spaziale Usa l'invito a venire lungo le sponde del Brenta a ricevere in dono un po' di sementi di asparagi. Non si sa mai: la Nasa potrebbe decidere di seminarli su Marte...
Altri esperimenti condotti da Phoenix sulla composizione del suolo marziano hanno confermato che non vi sono motivi per escludere con certezza la possibilità che su Marte possano prosperare forme di vita sostenute dalla fotosintesi clorofilliana. Certo, dovrebbero essere organismi davvero "estremofili", amanti delle condizioni estreme, capaci cioè di adattarsi a un ambiente tutt'altro che ospitale.
A causa di un'atmosfera molto rarefatta, su Marte manca un effetto serra e le temperature sono spesso sotto lo zero. Ma non manca l'anidride carbonica, necessaria a completare il ciclo cellulare delle piante. Ed in fondo, l'era atomica ha regalato all'uomo anche la scoperta di una specie di batteri in grado di prosperare nelle vasche di raffreddamento del combustibile delle centrali nucleari. Al Gruppo ristoratori dell'Umce e al Consorzio tutela dell'asparago bianco va il merito di essere riusciti là dove i canali accademici e diplomatici avevano finora fallito: avere come ospite in visita ufficiale in Italia una delegazione della prima agenzia spaziale del mondo, che illustrerà lo "stato dell'arte" dell'esplorazione marziana.
E la giornata del 19 marzo, che da sempre segna l'inizio della raccolta del turione, sarà l'occasione per parlarne, per capire e soprattutto per celebrare al massimo lo splendore della vita sulla Terra e l'importanza di preservare sempre, qui ed ora, le condizioni per l'abitabilità di quel sofisticato "acquario" che è il nostro ecosistema; tanto meglio se lo si farà a tavola, davanti a un piatto di asparagi di Bassano dop e ad un calice di Vespaiolo doc, con la partecipazione di tutti, piuttosto che nelle ristrette cerchie dei circoli accademici.

Articolo da: Ilgiornaledivicenza.it

Mazzo asparagi bianchi di bassano del grappa dop