Articoli sull'asparago di bassano

Candidi asparagi, l’oro di Bassano in piazza

 Le vie del gusto: Distillerie e botteghe storiche in riva al Brenta. E nelle ville venete spuntano i ristoranti

BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) — La prova di carattere degli abitanti di qui è il ponte Vecchio, rifatto almeno otto volte, l'ultima nel 1948. La Guerra e il Brenta non sono riusciti a fiaccarlo, e la struttura in legno ricalca ancora il progetto cinquecentesco di Andrea Palladio. La storica grapperia Nardini, fondata nel 1779, sistemata nella testata interna del ponte, è come una guardia invincibile. Nel borgo arte, cibo e dolce vagare tra leggende, prendono per mano. I capolavori dei Da Ponte, detti i Bassano, interpreti della transizione dal rinascimento al manierismo, rivaleggiano con quelli dei Remondini, famiglia di stampatori che dal '600, ha fatto conoscere all'Europa la stampa a colori. Il museo della ceramica a palazzo Sturm e Ca' Rezzonico, villa progettata da Antonio Canova, integrano un piacevole percorso della memoria. La buona tavola, con il radicchio, le trote dell'Astico, l'olio d'oliva e il prosciutto veneto Berico Euganeo, mette di buon umore. Ma è l'asparago bianco di Bassano che sorprende. Un germoglio che non ha del tutto crepato la crosta di terra che lo comprime, e alla sua breve esistenza deve il caratteristico biancore. Cibo prelibato dei dogi sin dal 1534, viene celebrato a Bassano, in piazza della Libertà, con una festa dell'Associazione dei produttori, il 21 aprile.


Lungo la superstrada della Gasparona è possibile notare gli appezzamenti dove l'ortaggio viene coltivato. I migliori agricoltori fanno parte del Consorzio e dal 28 aprile al 5 maggio, a San Zeno di Cassola, sulle bancarelle espongono il meglio della produzione, rigorosamente evidenziato dai bollini. Una tutela che attraversa i produttori di otto comuni, uniti nella battaglia per il riconoscimento Dop da parte della Comunità europea. Negli ultimi tempi le polemiche tra iscritti all'Associazione e al Consorzio si sono quietate. Grazie alla logica dell'agronomo Alessandro Sasso, da otto mesi presidente del Consorzio: «Questo è un prodotto di nicchia, va difeso con l'unità. E' la mia strategia».
Il germoglio, detto turione, cucinato col riso e con l'uovo barzotto trova la sublimazione del palato. Con Bassano, Cartigliano, Cassola, Mussolente, Romano d'Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto e Pove del Grappa la sfida è aperta, ma è soltanto per una supremazia ideale.
«E' tutto merito del Brenta — dice il vignaiolo Fausto Maculan di Breganze (tel. 0445873733) — che nel corso dei secoli a furia di portare prima ghiaia e poi sabbia ha creato condizioni ideali per lo sviluppo dell'asparago bianco». Un orgoglio anche per questo produttore di un raffinato Torcolato. Come se non bastasse, Maculan ha sfidato le ire del forno facendo preparare all'artigiano Dario Loison di Costabissara per il periodo pasquale millecinquecento colombe aromatizzate al suo vino da meditazione. Racchiuso nell'uvetta, il Torcolato ha così potuto conservare i suoi profumi, resistendo alla cottura. Un delizioso modo per concludere una colazione tutta dedicata all'asparago. Ma l’impegno della cantina di Maculan sta portando questa terra verso altri successi. Una attenta sistemazione delle vigne di Santo Stefano e San Gaetano a Breganze, a pochi chilometri da Bassano, ha permesso la nascita di una nuova bottiglia di Merlot. Si chiamerà Crosara, incrocio, questo rosso, che potrebbe rivelare nuovi sapori accostato al risotto con asparagi preparato con prezzemolo e pepe.

Mauro Remondino

 

Fonte: Corriere.it

Mazzo asparagi bianchi di bassano del grappa dop