Articoli sull'asparago di bassano

"Asparago di ferro"... famoso quanto gli asparagi di Bassano

 
Cosa accumuna Parigi e Bassano del Grappa? Molti parigini chiamano la famosa Torre Eiffel con il nome di "asparago di ferro", un nome alquanto bizzarro ma giustificato dalla forma della torre simbolo di Parigi. Notiamo infatti le somiglianze tra la struttura della torre Eiffel e lo sviluppo verso il terreno classico delle radici del turione. 
Mentre in Francia alcuni parigini non apprezzano del tutto la Torre Eiffel, di sicuro apprezzano gli asparagi bianchi, rinomati per qualità e prelibatezza, tanto da inserirli in famose ricette di chef internazionali. 

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Asparagi di Bassano: il DOP ne tutela gusto e qualità

 

L'asparago di Bassano è il prodotto dell'agricoltura a cui spetta il primato in prestigio. Le sue proprietà e tipicità sono garantite dalla denominazione di origine protetta ottenuta e pubblicata in Gazzetta Europea nel novembre del 2007.
Nel comprensorio bassanese i produttori certificati sono circa sessanta. L'asparago bianco DOP è un prodotto garantito, si identifica con il marchio dal logo verde inserito nella "stroppa" di salice, che lega tra loro i bianchi turioni.

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Zaia e l'asparago bianco DOP

Il ministro delle politiche agricole Luca Zaia ha fatto tappa nella città di Bassano del Grappa, rivolgendo un ringraziamento ai bassanesi che ha definito "grandi produttori di specialità tipiche come l'asparago bianco DOP".

Potete leggere l'articolo comparso sul Il giornale di Vicenza.

Tutela asparago di bassano e pedemontana

Segnaliamo un articolo di Vicenzapiù, riguardante la tutela dell'asparago di bassano, e le prospettive riguardanti la pedemontana veneta.

Ecco quanto dichiarato da Ciambetti sulla tutela delle coltivazioni degli asparagi nel bassanese:

«E' necessario difendere nel bacino Bassanese, di Rosà e di Cassola un prodotto che è anche simbolo della nostra terra - ha spiegato Ciambetti -. Alla base del lavoro del ministro Zaia c'è l'idea forte di valorizzare al massimo ciò che gli altri possono tentare di imitare senza mai riuscire a produrre con quella qualità, quel sapore, quell'unicità che solo i grandi prodotti della nostra terra e una sapienza antica nella coltivazione possono raggiungere. Difendere i produttori dell'asparago bianco significa quindi fare un servizio all'intera comunità. Io credo - ha continuato l'esponente vicentino del Carroccio - che le ragioni di protesta dei coltivatori dell'asparago bianco siano più che fondate e per questo mi impegno ad intervenire con il commissario Vernizzi perché la modernizzazione infrastrutturale non penalizzi in nessuna maniera un elemento caratterizzante il nostro territorio e la nostra agricoltura».

«La Pedemontana non può dimenticare anni di lavoro di qualità»
«L'asparago bianco è un prodotto simbolo della nostra terra e va difeso»
 

(Fonte: vicenzapiù)

La Regione "premia" le ciliegie ma dimentica l'asparago bassanese

 08/01/2010

CALENDARIO. Al bianco turione nostrano è stato preferito quello di Cimadolmo

Asparagi bianchi di Bassano

Sono arrivati su Marte ma a Venezia, evidentemente, gli asparagi bassanesi continuano a risultare un po' indigesti. E così, nel calendario 2010 dato alle stampe dall'ufficio "direzione promozione turistica" regionale, non vi è traccia del candido turione di Bassano tra i prodotti tipici pubblicizzati assieme ad alcune delle località più belle del Veneto .
Al bianco ortaggio coltivato nell'agro bassanese e premiato con il marchio Dop, si è preferito quello di Cimadolmo, con buona pace degli estimatori della specialità nostrana e dei suoi promotori, che lo scorso anno avevano investito moltissimo in una campagna pubblicitaria nazionale.
«Nel calendario - spiegano in Regione - per ciascuna delle sette provincie venete si è abbinato un prodotto del territorio». Per l'area di Treviso è stato quindi selezionato l'asparago di Cimadolmo, mentre per quella di Vicenza si è optato per la ciliegia Igp della vicina Marostica. Una magrissima consolazione per i bassanesi, vista la secolare rivalità che contrappone le due storiche città fortificate del vicentino. Non solo infatti Bassano non è riuscita a far inserire la sua più nota leccornia nelle pubblicazioni regionali, ma si è vista scippare il posto due volte: prima dagli asparagi della Marca e poi dai prelibati frutti rossi coltivati dai cugini marosticensi. C.Z.

 

fonte: "Il giornale di Vicenza"

L'asparago di Bassano protagonista in piazza

27/04/09 MOSTRA CONCORSO. Ieri la tradizionale manifestazione in centro storico riservata al tipico ortaggio primaverile che da un paio d'anni può fregiarsi dell'etichetta dop
Una trentina i coltivatori che hanno presentato le classiche "ruote". Purtroppo la pioggia ha in parte rovinato la festa

La pioggia sottile e il cielo grigio di ieri non hanno fermato la tradizionale "Mostra concorso dell'asparago bianco di Bassano dop" (e con il 2009 sono settantaquattro le edizioni dell'appuntamento promosso in piazza Libertà dal Consorzio di tutela dell'asparago bianco e patrocinato da Comune, Provincia e Regione) e alla soddisfazione per il gradimento riscontrato anche quest'anno tra i bassanesi, si accompagnano i sorrisi per una stagione che procede a gonfie vele.
«Annata di alta qualità - è stato il commento del presidente del consorzio, Piergiorgio Bizzotto - di quelle da segnare nel lunario. Le sessanta aziende, sparse nei dieci comuni del comprensorio, che fanno riferimento al nostro marchio, hanno garantito un prodotto raffinato, che è andato letteralmente a ruba».
Hanno confermato le parole del presidente anche i soci della cooperativa Acli di Rosà, in piazza con uno stand destinato alla vendita al pubblico: «Pioggia o non pioggia - è stato il loro commento - in città gli asparagi si vendono sempre. Il marchio dop, inoltre, è una garanzia di qualità che i consumatori conoscono bene». E bene, i bassanesi, conoscono anche il sapore dei loro asparagi, se è vero che la mostra concorso, con l'immancabile stand destinato all'esposizione delle celebri "ruote" attira ogni anno un numero cospicuo di estimatori dei turioni bianchi.
Non solo asparagi, tuttavia, nel corso della manifestazione, perchè accanto allo stand dedicato alla vendita e a quello della vera e propria esposizione c'erano ieri anche un banco mescita proposto dalla Pro Bassano con bottiglie e "ombre" di Vespaiolo e lo spazio della Coldiretti con il riso di Grumolo delle Abbadesse e l'olio d'oliva delle cooperative "Pedemontana del Grappa" di Marostica e "Malga monte Asolone" di Pove.
Vicino alla Pro Bassano, infine, i ristoratori bassanesi hanno dato spazio alla fantasia, proponendo nel loro laboratorio gastronomico una serie di assaggi nei quali, naturalmente, sono stati gli asparagi a farla da padrone: oltre al tradizionale risotto, prologo immancabile alle serate con asparagi e uova sode, anche "cestini croccanti", "taglierini padellati" o "crema di asparagi con gamberi" per citare alcune delle prelibatezze regalate agli occhi e ai palati.
«Dobbiamo promuovere e valorizzare i prodotti agricoli locali - è stata la considerazione dell'assessore alla cultura Luciano Fabris, presente in veste di visitatore alla mostra concorso - frutto di impegno e professionalità, e, lo dico da bassanese, davvero molto buoni».
Se la mattinata è trascorsa tra gli acquisti, il pomeriggio, annaffiato abbondantemente dalla pioggia, ha aggiunto ulteriore "sapore primaverile" alla giornata degli asparagi.
«Desidero ringraziare - ha chiuso il presidente Bizzotto - i partner che ci hanno accompagnato nella realizzazione dell'iniziativa: oltre a Comune, Provincia e regione, l'Unione del commercio di Bassano e la Confcommercio proinciale, la Camera di commercio di Vicenza, la Coldiretti, i ristoratori bassanesi, la banca di Romano e S. Caterina e il gruppo Beyfin. Assieme a loro e a tanti estimatori dei nostri prodotti alimentari diamo fin d'ora al 2010 per festeggiare i tre quarti di secolo della nostra mostra concorso».

Fonte: Il Giornale di Vicenza

Mazzo asparagi bianchi di bassano del grappa dop